
venerdì 19 novembre 2010
Il fruscio del nuovo Dio

mercoledì 17 novembre 2010
L'uguaglianza va a puttane

In nome di quale principio, se veramente conosciamo ancora il senso di questa parola, un Capo politico, una autorità massima di governo dovrebbe poter godere di una vita privata assolutamente al di sopra di ogni considerazione etica ed unico suo limite dovrebbe essere quello di far attenzione a non infrangere la legge?
Può un dirigente politico andare a trans, ma non con l'auto blu. Un ministro puttaniere è in piena regola. Una ministra potrebbe tranquillamente esercitare la prostituzione. E il Capo di Stato un dissoluto, si fa per dire, ovviamente.
L'importante è che non intrallazzi con bugie per fare dei favori alla sua preferita. Questo no. Questo supera ogni giudizio morale. Non tutte le femmine pubbliche possono essere sponsorizzate passando per "nipoti di Mubarak". In tal caso, si violerebbe un sacrosanto tabù democratico: il principio di uguaglianza, universale, valido anche per le prostitute. I "martiri nostri" non si sono sacrificati per tutti?
Non è giusto che una povera puttana qualunque non possa godere degli stessi diritti o privilegi; o tutte o nessuna.
La morale privata non interferisca con la politica! Che dire di quei poveretti cui fotografavano, in orario non di servizio, le targhe auto ferme a contrattare il prezzo della prestazione, per recapitare poi a casa la multa?
Tener fede ai principi? Ma che centra quando si è fuori servizio? Tra le quattro mura domestiche... Ipocrisia? Ma fatemi un piacere! Moralisti! Parrucconi! Nessuno si arrischia più a tanto, almeno pubblicamente: che mica vorrai mettere in ddiscussione anche la laicità dello Stato?
Tenere a freno gli appettiti? Ma vuoi scherzare? Siamo nel Medioevo? Vuoi forse che ci si fustighi e si indossi il cilicio?
Resa incomprensibile alla mentalità moderna la sacralità del potere, imperium, per forza di cose, all'uguaglianza non resta che andare a puttane... a pensarci bene non è che possa fare molto di più o di meglio...
"Siamo uomini o caporali?" - Chiedeva Totò, maschera da commedia dell'arte.
Manifesto dell'antimodernità
Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perchè non è che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanità. Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza. Questa utopia bifronte ha fallito. L'Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata. Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l'uno all'altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
Su questi temi fondanti però si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente più radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, è 'il migliore dei mondi possibile'. Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la Modernità perchè nella Modernità sono nati e si sono affermati. Danno per presupposto ciò che deve essere invece dimostrato.
Stanchi di subire la violenza dell'attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sordità di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all'autodistruzione, in una società che non è più capace di recepire argomenti ma solo 'coup de theatre' abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare. Vogliamo passare all'azione .
Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia. Infondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l'uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete. Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi. Chi vuole collaborare anche all'azione politica, nei modi che preferisce e gli sono più congeniali, sarà l'arcibenvenuto. Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel "migliore dei mondi possibili" e di farsi prendere in giro. Forza ragazzi: si passa all'azione.
MASSIMO FINI
“Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome" (Luca, 25,10-12)
lunedì 15 novembre 2010
Una castagnata sui generis !
Beh certo, in città trovate diversivi di ogni genere. Il lavoro, lo studio, il solleticamento delle curiosità e vanità culturali, tanti discorsi che son presto destinati a traiettorie labirintiche. Oppure a durare ben poco. E subito se ne cerca un altro. I bar, i negozi, gli happy hours, forse i cinema e i teatri. Gli amici, con cui magari temi di raccontare le gioie di una scampagnata umida e del fruscio delle foglie che tapezzano il bosco, per paura che non ti capiscano, e possano allontanarsi, e tu resti sola con emozioni che pochi o pochissimi sanno condividere.

Ne abbiamo raccolte anche noi di castagne, le abbiamo messe a bagno, poi asciugate secondo una ricetta, credo antica, per conservarle. Una ricetta che sembra aver risvolti magici, degni di un antro fiabesco. O di arretratezza, secondo i punti di vista. Ma siccome non ci piace stare dalla parte del relativismo razionalista, preferiamo stare dalla parte della magia montana e pensare che la ricetta funzionerà.
Intanto una cosa certa. Le diamo alle capre, come dessert, e sinceramente, sembrano apprezzarle! E' bello sentirle sgranocchiare tra i denti la leccornia, ti ripaga di aver chinato la schiena ogni volta per raccoglierla. Mai nulla è vano qui; tutto è vano (e vanità) altrove.
domenica 14 novembre 2010
Castagne a volontà

Un ricordo dovuto...

Questo è un post che poco riguarda le tematiche di discussione del blog ma è un pensiero che mi sembra giusto dedicare a una delle nostre lettrici, Eva. Tutto quello che andava detto è stato già ampiamente detto insieme a tutto quello che invece era da evitare ma ormai è acqua passata.
Nella tristezza della giornata di ieri sono stato attraversato da mille riflessioni come se non bastasse guardare la Valle per perdersi in mille desiseri e progetti. Mi ha commosso tanto e l'ho sentito uno di noi tuo Nonno che ha voluto, dopo una vita passata altrove, tornare qua a casa sua e starci per sempre.
E' stato bello e mi ha dato sicurezza comprendere di non essere il solo ad avere questa malattia inguaribile, questo sentire il cuore che soffre quando mi allontano.
Ho sentito frasi come :"Quella di Quittengo era casa sua più di tutte" oppure "...piangeva quando doveva andare via..." e siccome lo ricordo così forte e sicuro mi ha dato la misura di quanto ogni singola pietra della Valle valesse per lui.
Nonostante il dolore ho visto quella sua stessa forza vivere nei vostri occhi che avete compreso che nel bene e nel male ora lui è dove i malati come noi vogliono stare, a Casa.
Un abbraccio grande alla nostra lettrice e a presto.
