
Un argomento che è di quelli che rimestano la nostra coscienza dal profondo, perchè ci mettono in gioco in prima persona, negli affetti e non solo. Gli ho dato una risposta, una mia opinione.
Ma questo è anche uno di quegli argomenti che portano lontano. Non si smette mai di ritornarci su. E per me, questo accade da diverso tempo.
Portano alle scelte dei miei ultimi anni, che poi rivelano una lunga incubazione, e non sono affatto frutto di improvvisazione intellettuale, se vogliamo, da parte di una persona di una certa cultura. Implicano le profonde e lontane ragioni che mi hanno fatto maturare nel tempo la convinzione, dolorosa, che la Chiesa di Roma sia oggi un'organizzazione eterodiretta in buona parte, ed in parte guidata dal suo interno, come già da elevata posizione affermava San Pio X, da personaggi intrisi di modernismo, da un perverso e malefico "Pastore", (si può parlare tranquillamente di "Santi di Satana") che sta conducendo le sue pecore al macello o verso l'abisso conclusivo, escatologico. Dante parlava di pecore che tornano all'ovile, dopo essersi "pasciute di vento", più vuote di prima. Vale a dire, in buona metafora, che il "Pastor di Roma" continua, da all'ora, quell'opera maligna di affamare e svuotare il suo gregge.
Con un dispiego massmediatico di prima grandezza, che non si ottiene senza aver venduto l'anima per accappararsi l'appoggio dei potenti della Terra, si consumerà un'ennesiama macellazione di quella cristianità occidentale cui apparteniamo, al meno in parte, e nonostante tutto, se non altro per i legami con i nostri figli, padri e nipoti, con la nostra gente. Legami che giorno dopo giorno, democrazia e cristianesimo falsificato vanno pazientemente erodendo.
Non è gradevole assistere a questo spettacolo. Fermenta nell'anima l'ansia messianica del riscatto, l'attesa della liberazione. Ma, nel frattempo, a volte, il peso dell'umana mattanza sembra insopportabile.
Non desidero appesantire questa nota con tediose divagazioni teologiche. Si può forse riassumere il tutto sotto il nome di "teologia della continuità". La continuità, cui si fa riferimento qui, è quella tra Chiesa e Sinagoga. Questa continuità tradisce secoli e secoli di storia cristiana. Tradisce il Vangelo. Non lo affermo, lo ricordo semplicemente. Le spaccature, contrapposizioni e lacerazioni, le accuse reciproche, e le lotte per combattersi, tra tradizionalisti e modernisti, per quanto prive di ragion d'essere possano sembrare, purtroppo, al contrario, sono oramai da tempo una realtà consolidata, fors'anche incontrovertibile. La Legge di Dio, se veramente è tale, dovremmo tutti convenire, che è imperfettibile. A fortiori, da e in nome dell'Uomo.
Padri e Dottori della Chiesa si potrebbero citare e di fatto vengono citati da quelle voci cminoritarie che restano inascoltate. Restano sepolte sotto i megaschermi e gli "eventi" di manipolazione globale. Chi gliene importa di S. Tommaso, S. Alberto Magno o S. Gregorio Magno, solo per far dei nomi, tra molti altri?
Li riassumo in questa immagine. Ecco cosa pensava lo spirito cristiano dell' "ermeneutica della continuità".

Così la pensavano, e così dovremmo continuare a pansarla.
Ora invece si beatifica, e presto di santificherà uno dei massimi artefici del capovolgimento e del tradimento della Chiesa di Roma. Se a fronte di ciò, consideriamo che il processo di beatificazione di Pio XII è bloccato in quanto non gradito ai nostri "fratelli maggiori", a voi spetta di trarne le conclusioni su chi veramente è al comando della Chiesa di Cristo.
Ricordo con nostalgia le sere di maggio, quando ansiosi i bambini si disputavano l'onore da far da chierichetti, nei riti serali durante il mese dedicato alla Santa Vergine. I profumi dell'incenso ,che copioso sbuffava, si intrecciavano con quello della primavera, quello dei fiori che a maggio si aprono come incensieri naturali. Le rose sbocciavano come i primi sguardi non più innocenti, ma non ancora impuri, che ragazzi incrociavano quelli fuggitivi delle fanciulle, tra le corse e risatine soffocate dal pudore virginale. Le donne, severe, con il velo. Bianco o nero.
I bombi ronzavano tra i fili d'erba e le lucciole danzavano come gioiosi lumiccini.
Con altalenanti entusiasmi e cocenti cadute arriviamo a domenica prossima. Non difficile indovinare che impazzerà un'avvilente stupidità studiata nei dettagli, una rassegnzione, una perdita di virilità, un ammaestramento di massa mondiale, montagne di merchandising e patacche, immagini via satellitare, ma perchè non aspettarci anche che non spingerà i pensieri di molti a riprendere le armi del risveglio e a dirigere la loro prora lontano e contro tradimenti e traditori, a ridiventare padroni delle nostre menti e dei nostri spiriti? A riprendere le strade antiche, Chiesa o non Chiesa, dei nostri avi?
Coaguliamo i nostri migliori intenti sulle cime montane, nella solitudine dei picchi e le asprezze delle rive e dei boschi, medicine rigenerative per lo spirito indebolito. Ciò che non è mai nato, non può morire! Questa battaglia non ha prezzo.
Sullo sfondo, intanto, una voce elettronica gracchia di bombardamenti umanitari e di torme di genti bramose di accedere a questo'dorato' Nulla.