venerdì 22 ottobre 2010

Un momento felice.




Un momento di riposo.
nel dorato sole del tramonto, felice d'autunno
La gioia di un momento, tutti insieme, un solo cuore
tutti figli di un solo Padre,
amici, compagni in questo transito,
tutti uniti, pellegrini che si interrogano,
ombre danzanti dentro un'unica illusione
che ci affratella e tocca il cuore.


video

mercoledì 20 ottobre 2010

Solo un Dio ci salverà, M. Heidegger in breve.

E' doloroso vedere un popolo così nobile, tanto nella sua aristocrazia quanto nella sua plebe, sommerso dai rifiuti. Alludo alla vociante allegria e solare disinteresse del popolo partenopeo per le frivolezze e le incosistenze della modernità, dell'ironia connaturata per le cose del mondo.
Senza perderci in discorsi pratici, di tipo sociale e politico, che poi sono la inconcludenza fatta persona, andiamo al centro del discorso. Il nostro mondo moderno incamminato su vie di progresso sempre più luminose è incapace di smaltire i suoi stessi scarti vitali. Come un neonato che soffoca nel suo pannolone sommerso dalle sue deiezioni. A nulla vale chiamare in causa contingenze, tipo criminalità organizzata e meridionalità disorganizzata. Questa è la realtà effettuale con cui ci si trova a fare i conti. Non facciamo i ri-fondazionisti, i quali aggrappati alle loro erronee visioni pensano che se sono andate storte, il motivo sta negli uomini che hanno sbagliato ad applicarle. E così insistono, come mosconi incapaci di cambiare idea, sbattono in continuazione contro il vetro che non vedono.




Quello che qui non si vede o non si vuol vedere è il dato metafisico. Mancano le discariche; ma mancheranno sempre di più, se il sistema non muta di orientamento. Come il moscone. Manca la cultura della 'differenziata'. Ma ci rendiamo conto? la' cultura della differenziata'? Si fanno dibattiti sulla 'cultura della differenziata'. Personalità del mondo della scienza, ormai prese nel loro vortice autoreferenziale, non si può permettere di mettersi in crisi. Illustri studiosi in campo medico e scientifico, come Veronesi, affermano che l'energia nucleare è la più sicura e pulita. Di scorie non si può parlare, almeno, senza ridiscutere tutto. Ma i rifiuti non saranno scorie nucleari, ma sono sempre scorie e, come le prime, non si è in grado di smaltire.
Heidegger si riferiva a questi discorsi pratici e tecnici con l'espressione "chiacchiera". Ogni discorso che non coinvolga l'Essere è "chiacchiera".
Per questo la sua conclusione non aveva nulla di umanistico. Era convinto che "solo un Dio ci salverà".
I professionisti della"chiacchiera" non comprenderanno mai, e forse è giusto così, da un certo punto di vista, ciò che invece per questa signora, che bene esprime l'anima del popolo napoletano, capisce benissimo.


La dimensione sacrale di ciò che sta accadendo. Quest'agitare del rosario è un'invocazione a Maria, dulcedo et spes nostra. ed a Eva, nel contempo. Quella croce che riassume i tempi. Che non sono infiniti, e persino i preti sembrano essersene scordati. Non c'è più tempo per sdilinquimenti.
E' il tempo del ravvedimento, e possibilmente, quello del raddrizzamento dottrinale. Questa Maria Maddalena, con alle spalle i soldati di Erode il Grande, Re della Giudea, che fece riucostruire e ampliare il Tempio di Gerusalemme e costruire la possente fortezza di Masada, due perle dell'orgoglio israelitico, sempre pronti a spargere sangue, al fratricidio, pur di evitare che la dolcezza Verbo divino si propaghi nei cuori degli uomini tutti, li sollevi al Cielo, ha sul volto i segni della tribolazione della conoscenza.
La Maria Maddalena partenopea sa che "proporre un 'rimedio' è cosa ben vana, perchè se non cambia il mondo non può cambiare l'uomo, o viceversa: si può solo denunziare il croll attuale sperando che 'qualcuno' comprenda e operisi spiritualmente a salvezza sua e degli altri. Il mezzo più efficace è la preghiera che può rivolgersi sempre, in ogni luogo, in ogni condizione, da tutti".
Perchè lei lo sa, gli scienziati e politici storditi dal frastuono 'civile', dalla vita moderna che è negazione dell'interiorità e massacro di Dio, han volto le spalle al tracendente scientemente, non lo possono sapere, nè mai lo sapranne finchè persevereranno nell'errore della scienza moderna, che tutto ciò stritola l'uomo, lo proietta nel mondo esteriore e materiale che è solo distrazione, un bullone di una macchina, un nulla.
"Il tumulto cittadino è la negazione del pudore montano la cui corona è il silenzio, la solitudine, la sconfinatezza", troppo belle e semplici queste parole di de Giorgio.
Correte perché i tempi cominciano ad accorciarsi. Anchi qui i prati color smeraldo, le marghe e i silenzi incontaminati cominciano a scarseggiare. Di animali da pascolo neanche a parlarn. Il mulino di Satana non si ferma mai.
Umili case di pietra, quasi ricoveri, per gente silenziosa, forte, abituata a vivere all'altezza del dolore senza compiacersene, vengono comprate e ristrutturate, sorgono edifici con piscine e ad energia ecocompatibile, per oziosi vacanzieri. Prati che sembrano green plastificati, teatri di chiassose grigliate nei fine settimana. Per loro, montagna vuol dire godersi il fresco, i funghi e le castagne. Ritemprarsi per far meglio funzionare la macchina infernale, il lunedi successivo.
Questo si vede da quassù. Gente la cui anima è letteralmente dissoluta, cioè dissolta. in un oblio e in un odio per tutto ciò che è sacro, continua la sua invasione.
Fate presto. Non dormiteci sopra. Lo chiamano "progresso", "conquiste scientifiche" e in altri modi accattivanti, seducono il corpo, l'onnipervasività del materiale è insaziabile; imprigionano lo spirito. Il "pudore montano" si ritrae, si dibatte, fugge sempre più in alto, ma lo stupro è già in atto.

venerdì 15 ottobre 2010

I trenta denari di Ratzinger

"Pensiamo alle grandi potenze della storia di oggi - aggiunge -. Pensiamo ai capitali anonimi che schiavizzano gli uomini, che non sono più cose degli uomini, ma un potere anonimo dal quale gli uomini sono asserviti, tormentati, anche trucidati. Sono un potere distruttivo che minaccia il mondo".
"Finanza senza Dio" vien detta nella sua enciclica Caritas in Veritate, dobbiamo pensare che per l'attuale Papa, esiste una finanza divina. Forse quella dello IOR e dell'Opus Dei, dei Marcinkus, Calvi e Sindona, e del riciclaggio del crimine! Che resta dell'insegnamento di Cristo: “Non si può servire due padroni: Dio e Mammona”? Sarà Papa, ma non certo Pontefice, Pontifex, nel significato proprio del termine!
Sone le parole del Pastore di Roma. E giù i commenti televesivi di idioti servi dell'asservimento globle, talmente ben selezionati che non occorre neppure guidarli come i cavalli o le mandrie, sanno già da che parte dirigere. Uno per tutti, il capostitpite: E. Fede. Hanno ragione quando dicono che non subiscono pressioni o ordini dall'alto o dai 'padroni' delle loro testate. Li prevengono nei desideri. Sono i primi responsabili dell'uso televisivo come controllo sociale, come arma di distruzione di massa. Fanno ridere quando la TV critica il Ministro della Propaganda tedesca anteguerra Goebels, o l'uso della radio in Italia a fini politici da parte del fascismo: perchè conosciamo un uso diverso? Sono i loro disconosciuti maestri. Un commento alle parole, a nostro avviso, ipocrite di cui Benedetto XVI dovrà render conto all'Onnipotente, se ci crede, sono state del tipo, sono del tipo: "scuotono", 'punta il dito', 'condanna', ecc. La cosa più curiosa che si è sentita è che avrebbe avuto il coraggio di dire cose che 'neppure Marx avrebbe detto'. Andiamo bene! Ratzinger che supera in materialismo lo stesso Marx!


Non una parola contro l'usura, la madre di tutte le speculazioni possibili ed illecite del denaro. Si è forse dimenticato di secoli e secoli di tradizione cattolica romana? dai Santi Padri della Chiesa ai Padri Apologeti, addirittura di Aristotele, che il Medioevo cristiano - di cui per altro i cristiani han finito per vergognarsene, Papa incluso - aveva assunto come la massima espressione della conoscenza razionale, e San Tommaso e la Santa Scolastica? Niente, tutto questo nel cestino. Il Papa sputa in faccia a Cristo e alla Sua "santa sequela". Parlare di 'capitali anonimi' senza parlare di usura, nel senso di prestito a interesse, non dei volgari 'cravattari' come si dice in Italia, ma quella dell'alta finanza mondiale, equivale a credere che il peccato della prostituta sia quello di portare delle calzature troppo appariscenti.

Sarebbe bene che coloro che non si riconoscono nel Cristo della "finanza senza Dio", impiegassero l'espressione Kristo. Come segno che non si vuol carambolare sempre più giù senza bussola nella rovina della Tradizione seguento questi Pastori senza legge, Legge divina. Senza una direzione su cui muovere i nostri passi. Causa di profonda crisi morale e spirituale dell'Occidente, prima che materiale e economica. Che ne è del gregge, se il pastore è smarrito?

"Distruggete questo Tempio ed io in tre giorni lo farò risorgere". Ma certo, la Legge di Dio è semplice e tutti gli uomini la possono facilmente capire, a meno che non intervengano giornalisti e teologi, al soldo della Propaganda mondiale, a complicare le cose e a renderle difficili alla comprensione (2). Così facendo, praticando l'usura, "distruggete il Tempio", ma il Kristo, parola vivente di Dio, Dio Vivente, "in tre giorni" lo riedificherà. Noto è quel che i Giudei Gli contestarono. Ma come? Ci sono voluti 46 anni per costruirlo e tu, da solo, dici che impiegherai tre giorni! Menzogna più evidente e più grande non potrebbe esserci!
Secondo quanto si può pensare, tre giorni sono pure tanti! Poichè la Legge di Dio agisce come un comando, un fiat, Egli dice e la cosa è, all'istante del suo proferimento. Se smettete di praticare usura, di chiedere più di quanto avete dato, "prestate senza sperarne nulla", cioè non costringete il debitore a vendere suoi possessi o case o beni, per obbligarlo alla restituzione. Ebbene, i "tre giorni", a questo punto sembrano essere stati concessi dal Signore più per abituare gli uomini, stupefatti, all'idea divenuta inusuale degli effetti pratici della realizzazione di queste parole, degli effetti dello splendore della Legge. Non certo dal tempo richiesto per la riedificazione materiale. Di cui, per altro, non è del tempo tecnico-edile richiesto dalla ricostruzione, che nel Vangelo si parla, dove si parla di "risorgere". Sarebbe interpretazione ben curiosa se così fosse!
L'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, "portate via queste cose, non fate della casa del Padre mio luogo di mercato!" (Giov. 2, 13-17), suona a condanna e maledizione scagliate da Kristo sul Tempio (non il monumento) stesso, di come era stato ridotto, per come allora ,come ora, non fosse più vero che "lo zelo per la tua casa mi divora", ma anzi...

dimentichi di tale zelo ci si concentra su altro, sui "capitali anonimi". Che, appunto, essendo anonimi, non si sa con chi prendersela. C'è ben di più.
C'è l'insulto a Roma, come Centro spirituale, sede della Virtus civica che l'avrebbe resa degna di elezione a Nuova Gerusalemme, l'unica e spirituamente autorizzata Civis terrena almeno da Sant'Agostino in poi. Axis mundi.Ma qual'è il senso del fatto che il Capo della cristianità non riconosce (più) la portata simbolica del Sacro Romano Impero? Che non sa più perchè a Roma per secoli i cristiani devoti a milioni volgevano i loro sguardi e le loro speranze a Roma e vi compivano il loro rituale pellegrinaggio?
Veniamo informati del fatto che: Il Papa traccia un parallelo tra i primi tempi del cristianesimo, quando "il sangue dei martiri" ha "depotenziato le false divinità a partire da quella dell'imperatore" al mondo di oggi. Con diabolica coerenza con quanto affermato ancora nella sua enciclica, dove Ratzinger puntava infatti il dito contro una ''finanza senza Dio'' che ''non tiene conto della dignita' umana'' ed ha ''accresciuto le disuguaglianze sociali, le poverta' estreme, il dramma del lavoro precario mettendo a rischio persino la democrazia'' e l'equilibrio ecologico del pianeta. Infine, la denuncia della distruzione dei "valori" della famiglia, del matrimonio e della castità.
La conclusione sembra una sola: qui si stanno confondendo le cause per le conseguenze. Non ci si può lamentare dei "rischi per la democrazia", indiscussa e dogmatica punta di diamante (o testa di ariete?) del modernismo, ed al contempo lamentarsi del collasso sociale e morale, e venirci a parlare di "valore" (o comando divino?) della castità quando il suo dileggio è prassi quotidiana nel democratico Occidente!
Non è credibile che Ratzinger non sappia o non capisca. L'ipotesi tragica, e di portata cosmica, visto che l'Occidenta ha invaso il mondo intero, che resta in campo è quella del tradimento di Giuda. Ma chi sono gli odierni capi del Sinedrio che sborsano i 'trenta denari'? Da dove vengono questi soldi? Da chi lucra sull'usura mondiale cui la libertà democratica di fare il bello e brutto tempo conviene, senza controlli di norme, nè quelle umane , nè quelle sovraumane. Questo si fa complice oggi Roma.


(1) http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/10/11/visualizza_new.html_1734378642.html

(2) http://www.doncurzionitoglia.com/usura_mutuo_speciale.htm

sabato 9 ottobre 2010

Vermi e farfalle: Europa delenda est





"L'Europa, da vari secoli, è giunta a questo strano risultato, di fare cioè dell'uomo un cadavere intercettandogli tutte le possibilità più alte di sviluppo nel campo superumano e divino tradizionalmente espresse da Dante:

non v'accorgete che noi siam vermi
nati a formar l'angelica farfalla.

In questi due versi l'uomo è considerato come un nulla che è un tutto". Guido de Giorgio (La Tradizione Romana, p. 254).
Il verme è termine legato una un giudizione, pesantezza, negatività. Legato anche terreno, al terrestre, allo strisciare serpentino, al viscido. Questa è la condizione umana. Anche nel significato di larva, le cose non vanno meglio. Semmai l'idea di larva rispetto a quella di verme aggiunge la sfumatura dell'incompletezza. La larva è comunque destinata a scompare. Rimanda al suo stato superiore per essere, altrimenti non è. Il suo riscatto avviene poichè si pone in relazione ad una meta: quella di diventar angelica farfalla.
Di per sè il percorso metamorfico è difficoltoso, irto di pericoli ed insidie. Prove da superare in un itinerario iniziatico, secondo il quale si muore e si rinasce. Per questo spesso viene accostato ad un viaggio, un peroro, un cammino. Ma a che servono tanti Santuari e altrettanti pellegrinaggi,in tutte le fedi, se non a rappresentare l'esperienza della metamorfosi? Metamorfosi vuol dire cambiare forma. Il cambiare richiama la morte e la possibile resurrezione. Unendo le due cose si ottiene il viaggio nel regno dei morti. Dante come Orfeo. Ma a morire veramente è l'errore!
Ora, pensate a cosa resta dell'uomo, se al verme togliamo anche la prospettiva di diventare farfalla. Cioè se gli togliamo anche l'aspirazione a poter diventare eventualmente ciò che in potenza è: l'angelica farfalla, la realizzazione spirituale del suo essere. Resta un "piccolo uomo detritico" come lo chiama de Giorgio, un uomo fatto di, e sommarso da, macerie.
L'Europa è divenuta la Patria dolorosa di queste macerie, popolata di uomini macilenti. Uomini che idolatrano:
1) loro stessi in un cosiddetto umanesimo che li pone al centro, copernicani ipocriti, poichè il sole è sempre stato il centro di ogni verità, in torno cui ruota;
2) alla loro moralità, che vorrebbero svincolata, libera da qualsiasi norma che non sia inventata dall'uomo altro che per sè stesso;
3) la scienza, con le sue concatenazioni deduttive ed induttive rigorosamente circoscritte all'esteriorità ed alla molteplicità, profana e quantificatrice;
4) all'estetica, talmente legato all'impermanenza del sentire, aisthésis, al cangiamento perpetuo dei sentimenti che la interminabile analisi di questa ci obbliga a vivere in un mondo a parte, anestetizzato;
5) il progresso, idolatria 'ambientale' di massa, rende possibile, contro ogni evidenza, pensare l'ordine manifesto in modo inverso cioè evoluzionistico, summa parodistica del capovolgimento per cui l'acqua non è tanto più pura quanto più si avvicina alla sorgente, ma quanto più si avvicina alla foce;
6) la filosofia, dove la saggezza, sofìa, viene amata e cercata per sè stessa con mezzi razionali che si dissolvono in linguaggi labirintici, in percorsi dolorosi che si autogiustificano in quanto coraggiosi perchè non consolatorii.

Non vogliamo tediare con schematismi, che possono sembrare perentorii. I sei punti sopra elencati sono liberamente (e molto succintamente) estrapolati dal Cap. IV, del libro di de Giorgio già menzionato.

Teniamone conto come un suggerimento di lettura.

Da una sua lettera, come da una testimonianza di un naufrago in un'Europa violentata nel suo spirito più intimo, si può dire ancora a macerie fumanti, come uccede ancora oggi, col ferro e col fuoco veniva a dettar legge l'impostura democratica (Cèline diceva non resisterebbe a sei mesi di verità) datata 3 aprile 1954 traggo dei brani, per aiutarci a capire l'uomo e la sintonia che riverbera tra i solitari monti del Tracciolino:

"...qui, in questa vecchia canonica [si era stabilito nella canonica abbandonata di Montaldo di Mondovì] che un giorno o l'altro ci cadrà in testa, c'è praticamente il caos, un ammasso, un accumullarsi d'oggetti più disparati... Se conoscete gli Arabi, c'è più o meno il loro ordine [aveva in gioventù vissuto in Tunisia, e qui era entrto in contatto con il tasawwuf, il sufismo] un disordine epico: ci sono delle ragnatele annerite dal fumo che pensolano a un metro un metro e mezzo dal soffitto... Innfine l'inverno, il grande inverno è passato e noi siamo ancora in piedi: attualmente piove a dirotto e da un'ora cade la neve... Non ci sono tegole sul tetto: delle pietre mal messe, e ciò fa si che piova da tutti i lati e bisogna dislocare tutto un esercito di vecchi recipienti di ogni tipo [per ora anche noi abbiamo secchi e tinozze sotto il tetto, ma Dio ci assiste l'anno prossimo potremo contare sul rifacimento della copertura!]... Le mie mani sono straziate dalle screpolature, dalle ferite, è deplorevole.. Nel pomeriggio m'è toccato lavare e stendere: ho un braccio rovinato... Insommma sono ancora in piedi... Non posso dirvi tutto quello che mi succede, queste brutte cose. Il padre di mia moglie,uno sporcocomunista, mi ha denunciato al Tribunale di Torino e questi giudici, irritati a causa di una lettera che avevo scritto loro, in seguito al rapporto dei gendarmi - che avevano interpellato dei furfanti, i quali hanno rilasciato una falsa testimonianza - hanno ordinato ai gendarmi di togliermi la ragazza che doveva essere affidata a sua nonna insieme agli altri due miei figli... Il comunista, nel frattempo, è morto... E' una specie di persecuzione contro di mesi dicono cose fantasiose, abominevoli... Mi succede, all'incirca, ciò che succedeva a Guénon - lo conoscevate allora? - prima della sua partenza per Il Cairo [i Guénon e i de Giorgio si erano incontrate nel 1927; successivamente i de Giorgio furono sul punto di trasferirsi dagli amici francesi per dare un sostegno visto il momento critico attraversato da Guénon, dopo la pubblicazione de La crise du monde moderne, da parte di ambienti cattolici, senonchè intervenne l'occasione di un viaggio di sei mesi in Egitto, come noto, Guénon non tornerà mai più in Europa]...La mia famiglia è dissolta, non so più cosa succede a questi ragazzi [anche su questo doloroso punto, quanta sintonia!]... Per la pensione [di insegnante] (8, 9 mila lire al mese...) ancora niente... A Roma c'è il caos [ed anche epurazioni per gli 'irriducibili!]... Insomma, ho ancora dei soldi per qualche mese, ed è terribile perché mi sembra, con i mali che ho, che non mi resti da vivere dall'oggi al domani... Alcuni vecchi allievi mi hanno aiutato, le persono qui miaiutano un pochino, mi hanno regalato dei legumi secchi... del formaggio, un poco di cioccolato, dell'elemosina; è molto bello ricevere l'elemosina soprattutto quando si appartiene a una famiglia che un tempo era circondata da un alone di zolfo... Dal mese di novembre, ho fatto dell'inglese con un universitario: diecimila lire, delle uova, del lardo... Ora attendo i gendarmi che mi toglieranno la ragazza, perché sono molto strano (è l'espressione usata dai giudici...), amo la solitudine, sto a gambe nude otto mesi l'anno, giudico molto male la civilizzazione attuale. Voi capite, tutto ciò li fa imbestialire..." (G. de Giorgio, Prospettive della Tradizionepagg. 168-70).

Mi onora esserne stato collega; e di aver vissuto, come lui, l'amara intensità dell'ombra, quella zona d'ombra tra luce e tenebre, tra verme e farfalla!

Buone nuove: tre giovani amici del Tracciolino






Allo stato attuale delle cose, sono i tre nuovi cuccioli che abbiamo ora nella 'famiglia' del Tracciolino
Brunilde, la figlia di Bruna e Adamo, che non vi ho mai presentato perchè non dispongo di foto, ma provvederò alla lacuna, ha compiuto ieri un mese di vita.
Le ho scattato questa foto per la ricorrenza. Così è possibile constatarne la crescita confrontandola con quelle del post dedicatole quando, un mese fa, è nata.


E' cresciuto ed è una dispettosona. E' capace di saltarti sulle spalle e da lì sulla testa. Molto intraprendente, fanno bella mostra due cornini che già le conferiscono carattere. Sono due o tre centimetri lunghe, dànno soddisfazione sia all'allevatore che alla capra. Mi confermano che la decornificazione è una pratica quasi inutile. Specie nelle femmine, il danno che le corna possono arrecare da adulte è minimo. In compenso, sono un elemento necessario alla formazione del loro carattere, nonchè uno strumento di comunicazione nell'interazione con i suoi simili (e non solo).

Poi ci siamo risolti ad adottare una cagnettina di razza pastore biellese, poichè Tito attratto da qualche Sirena un giorno è partito e non ha più fatto ritorno.... inutili le ricerche. Le ipotesi sono tante. La più convincente è chè il Destino lo abbia voluto rapìto dai suoi incantesimi per il mondo selvatico, cinghiali, caprioli o altro ancora... e si sia perso in quell'immenso richiamo.
La cucciola ha un mese e mezzo circa quasi due. E' nata verso la metà di agosto. Si chiama Vrill, come l'energia che anima gli Dèi iperborei del Nord Europa, severi e sempre attenti al loro dovere guerriero.
A dire il vero a gurdarla, non sembrerebbe di aspetto bellicoso, ma più giocoso invece. Uno strano strabismo 'di Venere' la caratterizza e le dona un fascino tutto femminile. Anche questo un aspetto dell'energia di Vrill. E se osservate il naso, di dimensioni importanti, potrebbero lasciar pensare ad un carattere olfattivo che promette bene, anche se per ora pensa solo a giocare!

Il suo compagno di gochi è il terzo amico tracciolinesco, Minnino. Un bel micio bianco dal carrattere buono e casalingo, ma che, quando vuole, nonostante la sua giovane età - non ha ancora quattro mesi - nell'albo delle sue gesta vanta già conquiste di lucertole, ramarri e un topolino: quindi ci toviamo di fronte ad un blasonato cacciatore in erba!
Ma anche i più intrepidi cacciatori hanno bisogno, di tanto in tanto, di riposo. Allora si abbandona ad interminabili dormite durante le quale assume le posizioni più strane! E' subito diventato il coccolone di Mamma Bea che se lo spupazza e lo vizia con appetitosi piattini a base gamberetti e salmone! Un lusso di cui molti esseri umani non godono parimenti, ma così va il mondo, e non sempre ci va ed è giusto portarlo sulle spalle...intendo dire il mondo, non Minnino!

mercoledì 6 ottobre 2010

Mater, Filia et Sponsa Dei



Gli stranieri curiosi e colti spesso intraprendevano viaggi in Italia, - i celebrati tours , viaggi di istruzione ed educazione intellettuale e di civiltà, rovine, arte e paesaggio. Esteti, romantici assetati di bello.
Pensate un po' oggi, che differenza. Quale decadenza spaventosa da allora: oggi spaghetti mandolini e mafia.
John Ruskin fu uno di questi viaggiatori, con la sensibilità malinconica volta a cogliere il disfacimento del vero cristianesimo, chè è quello medioevale. Oggi tanto ci si vergogna -'non siamo mica più nel medioevo! - la leggenda nera ha preso il sopravvento. Persino sacerdoti e prelati condividono questo sentimento, e spesso lavorano alacri nei ranghi della modernità, per far dimenticare quel 'vergognoso' passato, anzichè rivendicarlo e andarne fieri. Ma perchè? Cosa è successo? Come è potuto accadere? Spiegazioni storiche non mancano certo, ma retiamo sempre increduli ed esterefatti di fronte a questa metamorfosi degenarativa: Requiem eternam Deo.
Spetta a noi, e a tutta quelle élites che ricercano nella solitudine la visione iniziatica della verità, che è Dio; il Dio vivente, prima di essere sepolto nelle Chiese, sarcofagi sacerdotali. el grande Requiem nichilistico della fine del ciclo. Sopra e contro i Tempi, estranei a compromessi (a che vale compromettersi?) i ricercatori della luce immortale nell'imbrunire. Contro tutti dalle sue vette sopra Mondovì, a Ormea, sulle Alpi marittime Guido de Giorgio. Di Eastman Guénon , s'è detto in precedenza, e chissà quanti altri ancora. Noi vorremmo essere con loro. Vorremmo meritarci un posto in queste gloriose e pure schiere lanciate nella più Sacra delle Battaglie. Non vorremmo essere tra gli spettatori, men che meno tra gli agenti della dissoluzione.
Ecco la nostra trincea:
Amico mio, fuggi nella tua solitudine! Io ti vedo assordato dal fracasso dei grandi uomini e punzecchiato dai pungiglioni degli uomini piccoli.
La foresta ed il macigno sanno tacere dignitosamente con te. Sii di nuovo simile all'albero che tu ami, dalle grandi fronde: tacito e attento si leva sopra il mare.
Là dove la solitudine finisce, comincia il mercato; e dove il mercato comincia, là comincia anche il fracasso dei grandi commedianti e il ronzio di mosche velenose.

Sono parole di F. Nietzsche in Cosi parlò Zarathustra, altro rifugiato sulle vette dell'Alta Engadina, in Svizzera, in qualche modo antesignano di tutti i Tracciolini che le Alpi nel suo maestoso arco, a nord e a sud dei crinali, ospitano.

Ruskin, che amava soggiornare venendo dal Nord, a Chamonix, di fronte alla facciata della cattedrale divina del Monte Bianco, ebbe modo di passare anche dalla Certosa di Pavia, per un'altra facciata. Ne dà breve resoconto, poche righe, nel suo volume autobiografico Preterita (Le ose che vanno oltre).
Vi vede il sottile e fragile traforo marmoreo, il lusso di un monumento dei Signori di Milano, sorta per un voto di Gian Galeazzo dei Visconti. Siamo lontani dai dettami rigorosi e severi, dalla sobrietà cistercense invocata da San Bernardo, ancora due secoli prima! Nessun tono entusiastico in Ruskin, ma una sottile tristezza che coincide con il vuoto in cui sono cadute le esortazioni architettoniche del Santo.
J. Ruskin

E nonostante tutto, il monastero è dedicato alla Vergine, Filia, Sponsa et Mater Dei. La dedicazione fa bella mostra di sè nel fragile intarsio marmoreo della lussuosa facciata. Una facciata sfacciata, verrebbe da dire. Ci hanno pensato le ciurme soldatesche di Napoleone a violare l'inviolabile. La soldataglia (rvoluzionaria) portatrice dei segni premonitori del Nuovo Mondo, alloggiava i cavalli nella chiesa prinipale. E nei momenti di riposo, magari bevuti, si divertivano a far saltare le teste marmoree di Santi e Profeti. Curioso questo fatto: parrebbe che Dio si sia servito della arroganza giacobina per combattere l'idolatria e per punire questa Certosa, cosi Rinascimentale e sfarzosa, cosi allontanatasi dal Pastore di Giustizia, il Cristo, tradito da una miriade di Pastori "sanza legge", e dalla sua

Sancta Maria Dei Genetrix Virgo,

Sancta Maria Mater innupta,

Sancta Maria Mater inviolata,

Sancta Maria Virgo virginum,

Sancta Maria Virgo perpetua,

Sancta Maria gratia Dei plena,

Sancta Maria æterni Regis filia,

Sancta Maria Christi Mater et Sponsa.

Come recitano alcune antiche litanie e antifonari domenicani. Non vi è da soprprendersi neppure se poi irridiamo alle Urì di cui si parla nel Corano, anch'esse vergini che rimangono vergini. E volgari allusioni si sprecano in proposito. Ma cosa pretendiamo di capire le altre Rivelazioni se non capiamo neppure più le nostre?
Anch'essa questa immagine di "gratia Dei plena" tradita. Maternità, latte mistico e abbondanza creaturale vinti da donne in carriera, agguerrite nella competizione, con mentalità maschile, altro che "Sancta Maria fons dulcedinis". Per loro il latte in polvere Nestlè o alte marche è migliore di quello naturale. Le smagliature poi, l'ingrossamento del seno. Sesso a piacere e volere, in una società erotomanica e pornografica. Naturalmente, sesso moderno, quello sterile. Il privato non si tocca è 'sacro'.
La castità, grazie a un gran dispiego di tecnica e scienza, ridotto a vecchio arnese, nell'ottica dei moderni contraccettivi.
Pensate ne valga ancora la pena di scendere a compromessi rassegnati e perdenti?
Nonostante tutto, si diceva, il monastero era stato inteso a rendere grazie per una maternità difficile. Ora si dà il premio Nobel per lamedicina all'inventore dell'inseminazione artificiale ponendo limite a Chi poteva provvedere per via soprannaturale. Della Lactatio bernardi si è già accennato.


L'abbondanza di latte, l'excessus, di cui si nutriva la spiritulità di San Bernardo è il centro della questione teologica. Dire 'Madre di Dio' sembrerebbe una contraddizione in termini. L'Eterno non ha e non può avere origine, innato ed imperituro. Ma non siamo sulla strada giusta. Se poi aggiungiamo 'Filia et Sponsa Dei', addirittura l'incapacità di cogliere le sottigliezze dell' antica Tradizione ci potrebbe addirittura a pensare a qualcosa dal sapore incestuoso. E' solo la nostra cecità, la nostra opacità visiva, opacizzata da secoli di razionalismo, illuminismo e materialismo che distorcono la retta visione. Il nostro è l'incubo moderno.
Allo spegnimento del 'Terso Occhio', si accompagna uno spegnimento fisico. Il latte mistico è ricco di energie, ma solo quando le madri lo porgono con virginale dolcezza, 'formosa' e pudica. Giudicate voi dagli effetti di quell'energia divina in San Bernardo, eletto da Dante a modello di guida nel Paradiso, il momento più altro del suo cammino; fondatore e animatore del Sacro Ordine del Tempio di Gerusalemme, i cosiddetti Templari, estensore della Regola della Sancta Militia Christi; all'assalto dell'Axis Mundi, elettore di tra Papi, Padre Apologeta, custode dell'ortodossia e della tradizione, mistico e commentatore di testi sacri, protagonista di Concilii, Doctor Mellifluus, insegnava con la dolcezza, le sue parole erano miele. E chissà quant'altro ancora. Tra le sue braccia si pose, sentendo avvicinarsi la morte, San Malachia, monaco irlandese, ricco di visioni, ma povero di ragioni, privo di presontuosi sillogismi. Prendeva lo stesso latte con cui si nutriva Gesù, l'arcangelo Gabriele-Spirito divino, lo aveva fatto scaturire dal suo seno. Vergine e madre, e Vergine allattante parlano la lingua dei simboli sacri, e invitano a modelli di trascendenza per la donna, la invitano ad emanciparsi della sua umanità, abito illusorio, per andare oltre. Non sarebbe difficile trovare equivalenti pressochè in tutte le culture tradizionali autentiche. Nei Santi cristiani autentici si poteva ritrovare l'esoterismo, le forme supreme della Verità. Nulla vieta che possano ritornare, per ricordarcelo.

Fin da quando era un ragazzo, prendevo la bicicletta e, solitario, pedalavo verso la Certosa. Mi sedevo sulle panchine di marmo del giordino antistante la facciata. Non capivo molto. Ma gustavo del miele; era nell'aria una densa bianca dolcezza che mi nutriva e mi consolava. Stare con i ragazzi miei coetanei, con il mercato, direbbe Nietzsche, non mi ha mai soddisfatto e convinto del tutto. Necessitavo di tanto in tanto di una pedalata solitaria su una bicicletta un po' grande per me. Ne usavo una dismessa di mio padre.
Allora ignoravo che stava cominciando un cammino, ma per quel ragazzino che ero, non appena potevo mettere un piede dopo l'altro anche un pochino più in alto del primo, succedeva qualcosa nel mio cuore che ancora oggi vivo, qui sul Tracciolino, tra prati smeraldo e capre turgide di latte...