venerdì 26 novembre 2010

Scampoli di modernità



La cantante senese, appena diventata madre a 54 anni, aveva cosi' risposto alle critiche: "All'improvviso tutti si sono dimenticati della liberta' e del diritto che ha ciascuno di noi di fare quello che vuole, quando e con chi vuole". Così disse la milionaria ribelle, ora anche primipara attempata sui generis.
Rimanendo incinta 'da sola', in una sfrenata corsa a competere in ermafroditismo con la lumaca, pare che con una lettera indirizzata alla neonata, abbia segnato un punto a suo vantaggio con una citazione classica che ha sbalordito per acume: "Ti chiamerò Penelope, mi hai aspettato tanto!"
E questo dopo aver affidato alla sua t-shirt un messaggio di imperitura saggezza, come si vede dalla foto, "Dio è una donna". Come i presidenti delle più avanzate democrazie occidentali si affida totalmente alla pubblicità, altrimenti detta, propaganda. Lucifero ringrazia.
Una volta ad una certà età, si acquisiva saggezza e rispettabilità... ma sapete, poi, col progresso...
Nonostante tutto, la neonata è una creatura di Dio e sia la benvenuta! Il guaio vero per lei comincerà quando conoscerà sua madre senza mai conoscere il padre... Non resta che un'unica soluzione: o suicidarsi in una delle tante forme offerte dalla presente civiltà o diventare una rochettara trasgressiva, profumatamente pagata dal sistema per il suo insegnamento anti-sistema, specialmente presso le giovani generazioni.
Che è la stessa cosa, un'unica soluzione appunto...



mercoledì 24 novembre 2010

Pini cembri, cirmoli e Cembri.

Abbiamo messo a dimora cinque pini cembri, una buona notizia. Abbiamo pensato di distribuirli lungo la strada del Tracciolino, due da una parte e tre dall'altra dell'ingresso della nostra marga-eremo.



Sono stati forniti gratuitamente, insieme con cinque frassino e cinque faggi, dal Corpo Forestale. Chiunque abbia un po di terreno ne può richiedere. Una buona notizia, qualcosa che funziona, finalmente! Ma bisogna andarseli a prendere al vivaio di Albano Vercellese, e non è proprio dietro casa.
Ma ora sono arrivati al Tracciolino, e anche mentre noi parliamo, le radici, nell'orcura, umida e fredda terra di montagna, stanno cominciando ad abituarsi alla loro nuova casa. Come noi si preparano a far fronte al gelo invernale. A rinascere, presto. Con il risveglio primaverile, ci scopriremo un'unica famiglia.
Il pino cimbro non viene altissimo, portamento più cilindrico che conico. Dunque un pino, ma non una conifera. Pianta longeva.
Diversamente dai faggi e dai frassini che abbiamo pensato per il bosco, il cirmolo è disposto lungo la strada provinciale del Tracciolino, li abbiamo pensati come antichi guerrieri posti a presidio di un luogo dello Spirito, difensori muti, forti e vigilanti su qualcosa di impalpabile. Avamposti dell'Infinito.
La guerra e i guerrieri in certi casi ci vogliono, non siamo pacifisti a senso unico, o ad oltranza.
La Pace si addice, quando la vita cerca di porsi sopra il Tempo. Quando si compie un gesto, o si dice una Parola contro il Tempo, allora la Guerra è Sacrosanta, e a combatterla con cuore puro, la si vince anche quando si perde.
I Cimbri erano un'antica stirpe di guerrieri scesi, con i loro cavalli, dal lontano nord danese nel II secolo a.C. Mezzi celti e mezzi germani, venivano dall' Himmerland, quasi una 'terra celeste', Himmel, ed Himmelsrichtung, punto di orientamento, punto cardinale, nel caos della Babilonia moderna.
Si sa poco di loro. Alla fine delle loro peregrinazioni scelsero di vivere sulle Alpi, come noi. Esseri eletti, aristocrazia dello Spirito, casta di valore, come guerrieri iniziati conoscono bene la morte e non la temono, terra e cielo circolano nella loro linfa. Di essenza spirituale, il loro corpo non dà legna da ardere, come gli altri pini, o da costruzione. Diventa creta, nelle mani dell'artigiano che lo modella in forme amabili, forme adatte a rendere visibile lo Spirito per cui hanno vissuto e si sono sacrificati.





Ora spuntano appena dall'erba. Si sono uniti al nostro esercito celeste. Speriamo che Dio voglia concederci il tempo di vederli crescere, almeno un po', giovani speranze non rassegnate, a testimoniare le lontane origini indoeuropee.
Porteranno le insegne e i vessilli antichi sul Tracciolino, con la consueta fierezza, anche quando le nostre bocche saranno mute. E i viandanti udiranno queste voci misteriose, parleranno loro di fascino e nostalgia per una lontana Patria cui faremo ritorno, noi viandanti, su cavalli alati, tra terra e cielo.



Il danno e le beffe!


L’anno prossimo dovremo pagare, di soli interessi, 250 miliardi di euro e la metà di questi soldi andrà a speculatori esteri, detentori dei nostri titoli pubblici. Nessuna prospettiva di ripresa è possibile con questa macina da mulino al collo.

Ci sono persone cui la banca ha sospeso il rateo del mutuo della casa, a data indefinita. Pagano solo gli interessi, il capitale resta a debito perenne. La moderna schiavitù.

Ora vi chiedo, andate ad indagare da chi sono gestite le banche finanziarie mondiali, le banche private d'affari, a partire da quelle americane prontamente soccorse dalle casse statali dello pseudo-socialista Obama. Non vi sarà difficile fare scoperte sorprendenti... ma non troppo!
Se è vero, come dice Alessandro, che il Dio-denaro riduce l'uomo ad un lacchè. Leggete la poesia di Ezra Pound, Usura. E' altresì vero, che ha un figlio altrettanto, se non più crudele: l'interesse. Degrada non solo l'essere umano, ma le nazioni intere!
E dico interesse, il prestito ad interesse, e non usura, per sgombrare il campo da posibili equivoci.
Una volta i Papi si preoccupavano di proteggere il gregge cristiano dai lupi (i soliti noti) da tale piaga, bandendo rigorosamente la pratica del prestito ad interesse... ora si preoccupano di preservativi...
E pensare che c'è chi vorrebbe farci credere nel progresso, e nutrire ottimismo per il futuro. Il danno e le beffe!
Riflettiamo su ciò che ci aspetta. Credete che politici, economisti o sociologi abbiamo una soluzione? Ciechi che brancolano nel buio, si ripagano, da buoni roditori quali sono, dando l'assalto costante al formaggio. Sorci bottinatori!




martedì 23 novembre 2010

Aboliamo le vacanze scolastiche


Eh si ormai è ora di rendersene conto, bisogna aggiornare il calendario scolastico, le vacanze dei bambini vanno eliminiate.
Ieri sera dopo una giornata immerso nel caos cittadino ma soprattutto nel caos della vita moderna, sono finalmente arrivato a casa anzi nel posto in cui devo dormire 5 giorni a settimana per poter lavorare perchè la Casa con la "C" maiuscola per me fa rima con Cuore e sono lontani da qui ma non divaghiamo...! Mi sono seduto per mangiare e ho sfortunatamnete sintonizzato il tv sul notiziario delle 20...ed ecco la notizia del giorno: quest'anno le vacanze natalizie sono troppo lunghe e per i genitori intervistati questo è un serio problema o forse dovrei dire fastidio. Troppi giorni questi bambini tra i piedi incidono sulla produttività, sul lavoro, sulla carriera, che problema! E' ora di smetterla, tutte queste vacanze che poi ricordo ancora con la tristezza nel cuore di non poter andare a scuola, aboliamole...bisogna lavorare, fare strada e diventare importanti manager, anzi ho un'idea migliore non facciamo più figli, sono una perdita di tempo, autoestinguiamoci come un fuoco di paglia che brucia in un attimo le sue risorse e non rimane che cenere, buon lavoro a tutti e mi raccomando niente più figli, si rischia di averli a casa da scuola per troppo tempo!

domenica 21 novembre 2010

Il passato che non passa..

Germania. Paziente neonazista? Il chirurgo è ebreo e non lo opera.

Un chirurgo ebreo ha abbandonato la sala operatoria dove si preparava a operare un paziente quando ha scoperto che l’uomo aveva lo stemma del Terzo Reich tatuato su un avambraccio. Secondo quanto scrive il tabloid Bild, il chirurgo, 46 anni, si è accorto del tatuaggio del paziente (36 anni) – l’immagine di un’aquila imperiale sopra una svastica – quando era già tutto pronto per l’intervento.
A quel punto, il chirurgo ha spiegato che la sua coscienza non gli permetteva di eseguire l’intervento, ha lasciato la sala operatoria e ha detto alla moglie dell’uomo: ”Non operero’ suo marito, sono ebreo”. L’operazione è stata eseguita da un altro chirurgo, conclude il giornale.



http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/germania-paziente-neo-nazista-chirurgo-637617/











sabato 20 novembre 2010

L’80% dell’acqua del pianeta è contaminata


Le cifre sono allarmanti: l’80% delle acque dolci del pianeta sono già contaminate o a rischio contaminazione. Da questa minaccia sono toccati circa 3,4 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale. E la situazione rischia di peggiorare nei prossimi anni, a causa dei danni provocati dal cambiamento climatico e dalla costante crescita della popolazione.

L’allarme lo lancia un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Nature e firmato da un’equipe di studiosi guidata da Charles Vorosmarty della City University di New York e da Peter McIntyre dell’Università del Wisconsin. Lo studio è importante perché può essere considerato quello che “per la prima volta raccoglie tutta la nostra conoscenza sotto un unico modello globale di sicurezza delle acque e perdita della biodiversità”, secondo Gary Jones, direttore dell’eWater Co-operative Researce Centre di Canberra, in Australia.

Pubblicità e Progresso.

Sembrerebbe questa quasi una immagine della sensibilità moderna. Una icona civile, un gesto di coraggio verso i più deboli e fatti, persone e cose che non riescono a farsi largo nel gran baillamme quotidiano dei media.
Raramente si potrebbe trovare un binomio più rappresentativo dei principali cardini su cui regge la mentalità moderna. Infatti, si può ben far riferimento a questi due pseudo-ideali come a due dei pricipali elementi portanti, senza il cui contributo è difficile pensare che possa oggigiorno reggersi la democrazia di massa.


La pubblicità è tutto, parola di Oliviero Toscani, e dunque a noi sembra logico concludere che il "tutto", un 'tutto' moderno e parodistico del Tutto, si identifica con la pubblicità.
Fino a qualche decennio fa, la pubblicità doveva cercare una sua legittimità che la giustificasse. Era quella di svolgere il 'servizio' di portare a conoscenza di tutti dell'esistenza e delle qualità un un certo prodotto. Un 'servizio' dunque. Successivamente, parve diventare un mezzo per conculcare bisogni artificiali, al fine di collocare prodotti. Era il momento del consumismo e dei "persuasori occulti", una definizione eccesiva poichè sembra del tutto evidente che tali agenti fossero assai palesi e ben poco occulti. Una necessità per la societa dell'abbondanza, come si diceva, "affluent society", per contiuare ad alimentare la macchina del ciclo produttivo.
Passata in secondo ordine questa funzione, negli attuali tempi di crisi economica, ma non solo, mondiale, ora ci appare chiaro come la pubblicità svolga un insieme di funzioni, e meno rassicuranti di quanto normalmente si voglia ammettere.
Quantomeno, appare chiaro che i cosidetti "persuasori occulti" ben lungi dall'occuparsi di basse questioni marketing teso al condizionamento subconscio del 'consumatore', circoscritti dunque ad una sfera inferiore, in realtà, sviluppano il potenziale pubblicitario negativo in ambiti vari alquanto più sottili.
Fuori di dubbio che vi sia nella pubblicità anzitutto una valenza non trascurabile di 'manipolazione'. La formazione e la gestione del consenso, nel regime politico democratico, risulta una questione cruciale, essendo la cosiddettà "volontà generale", espressa infine nel "suffragio universale" mai data in condizioni di assoluta libertà, come i teorici politici hanno creduto. Al contrario, "si può facilissimamente dirigere e modificare per mezzo di adeguate suggestioni si possono sempre provocare delle correnti nell'uno o nell'altro senso". Parole semplici di un uomo semplice, René Guénon, che non hanno minimamente perso di valore, ma anzi veicolano il fascino segreto della profezia considerando gli anni in cui furono scritte.
Questa necessità manipolatoria non è peculiare di questo o quel regime politico, bensì trasversale tanto a quelli democratici che a quelli dittatoriali. E il fatto di crederli tipici di un sistema, dimostra puntualmente quello che quì si vuol affermare: l'attribuzione manipolatoria all'avversario. Cosicchè, pur astenendoci dall'insistere, non si può fare a meno di riconoscere come questa necessità stia alla base dei continui depistaggi, dossieraggi, operazioni sotto copertura, dispute sui controlli dei mezzi di comunicazione, false flags, montature giornalistiche, provocazioni, terrorismo mediatico, ecc., così tipiche della vita politica moderna. La stessa espressione "dietrologia", in tutta evidenza, appare come un estremo tentativo, creando una situazione simile alla notte 'in cui tutte le vacche sono nere', di negare l'innegabile: che democrazia e manipolazione sono fatti consustanziali. Ciò era già vero nella pòlis ateniese, nella contesa tra democratici e aristocratici. Il teatro, perso il senso rituale originale, vi svolgeva una funzione 'videocratica', analoga a quella moderna. Lo stesso dicasi per i sofisti ed i politici.
Se uno stato vuole offendere un altro, è chiaro che dovrà avere o creare dei validi motivi. Impossibile dimenticare la questione delle armi di distruzioni di massa, oppure il crollo delle Twin Towers quale premessa per ogni reazione "antiterroristica". Direi di più, la stessa teoria del clash of civilization, lo scontro di civiltà, l'idea dell'attacco all'Occidente è di per sè una costruzione artificiale in quanto ciò che in questo caso si intende per Occidente è qualcosa di affatto estraneo alla tradizione dell'Occidente stesso, bensì frutto novativo della modernità.
Accanto a questa manipolazione del presente, vi è da ricordare anche la parallela manipolazione del passato, della storia, di norma una versione ad usum Delphini, nonostante tutte le rassicurazioni accademiche di obiettività.
Si è giunti addirittura, in alcuni casi, su argomenti particolarmente scottanti, a stabilire delle verità per legge. Alludo alle normative introdotte in molte, per non dire quasi tutte, le legislazioni europee che recepiscono le condizioni stipulate nei trattati di pace dell'ultima guerra mondiale, creando un vasto ambito di reati di opinione.
Un fatto particolarmente significativo, ma a pensarci bene abbastanza 'normale', quando la legge proviene dai parlamenti, e quindi da compromessi materialistici, anzichè da una posizione veramente super partes, posizione esclusa poichè nulla si suppone esista sopra la dimensione puramente umana. Anche su questi punti i sistemi democratici e dittatoriali non si differenziano affatto.
Ricordiamo, a titolo di eloquente esempio, la vicenda del libro di Ariel Toaff "Le Pasque di sangue", costato censure, minacce, proscrizioni e licenziamento dalla cattedra universitaria all'autore. Ma se dovessimo inseguire tutti i possibili e pur necessari "revisionismi storici" dovremmo dilungarci oltremodo in un lungo discorso che ci porterebbe assai lontano.
Varrà solo la pena di ricordare come tutto ciò non debba spingerci su posizioni scettiche nei riguardi della possibilità di ammettere non solo l'esistenza, ma anche la necessità, di una Verità superiore. Ricordo, en passant, che nella tradizione islamica la Verità (al-Haqq) è uno dei nomi di Dio.

Il dubbio, sistematico o iperbolico, nel linguaggio di Cartesio, rappresenta la caratteristica del pensiero moderno, purtroppo però esso non è inteso come termine per la ricerca del suo superamento, bensì come una condizione stabile e permanente della conoscenza umana. Se poi Cartesio può parlare di nozioni "chiare" e "certe" è perchè ormai la conoscenza si è collocata in un ambito puramente profano, circoscritta entro la sfera empirica, ad esclusione di ogni possibile verità di natura metafisica. Essendo le acquisizioni metafisiche inattingibili dalla sfera empirica, per definizione stessa, il dubbio non avrebbe potere alcuno di incidere sul supernaturale, ma solo proponendosi come suo sostituirlo, quello di scalzarlo.
Ed è precisamente per questa ragione, cioè che gli Antichi era più preoccupati di proteggere la verità superiore, che non di controbattere sul piano dell'argomentazione retorica. Lo strumento più efficace a proteggere la Verità, senza rischio di compromissioni degradanti, era quello di circondarla con il segreto. Così protetta, essa poteva trasmettersi solo per via iniziatica. Così nell'orfismo e nel pitagorismo. Ancora Platone, attraverso tutta la sua diffidenza nei riguardi della scrittura, che può passare di mano in mano senza riguardo per le qualificazioni di chiunque potesse entrare in contatto con la conoscenza, si poneva in una esclusiva modalità maestro, nel senso di profondo del termine, e discente con cui si realizza quell'esperienza incomunicabile del vero che il segreto custodisce in rebus, corrispondente ad uno stato superiore dell'essere. Una necessità esoterica oggi inconcepibile, in un'epoca in cui la volgarizzazione e la divulgazione scientifica presso le masse è costante e pressante, indispensabile per creare quel clima di ignorante superiorità che sempre più caratterizza il comportamento moderno.
Da qui nasce quell' "odio per il segreto", come lo chiama Guénon, che richiede come imprescindibile la comunicazione dell'esperienza, la sua ripetibilità, la sua pubblicazione, in altri termini, è qui che ha inizio l'idea di pubblicità, e la "cultura umanistica" una formula pubblicitaria, uno slogan corrosivo.